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LENET PER I RIFUGIATI UCRAINI

IL VOLONTARIATO AZIENDALE

Prosegue lo storico programma di impegno e volontariato aziendale da sempre attivo all'interno di tutte le aziende del gruppo Lenet.

In questo 2022 segnato dalla guerra in Ucraina, abbiamo voluto dedicare il mese di luglio ad una serie di laboratori di ceramico-terapia per i rifugiati ucraini ospitati in Italia.

Oltre 70 collaboratori del gruppo Lenet si sono candidati come volontari per fornire aiuto e supporto alla nostra Fondazione Lene Thun, che coordina l'iniziativa - un progetto che si aggiunge alla ormai tradizionale attività dell’associazione nei reparti pediatrici e oncologici di 32 strutture ospedaliere in Italia ed Europa, con i 51 laboratori di ceramico-terapia permanenti dedicati ai bambini in cura.

 

L’attività, svolta durante l’orario di lavoro, viene supportata al 100% dal Gruppo, attraverso un approccio ormai consolidato per il quale ciascun dipendente offre il proprio tempo in base alla propria professionalità su progetti interamente a carico dell’azienda (giornate di lavoro regolarmente retribuite, vitto, trasporti e alloggio pagati).

Questo nuovo progetto è reso possibile grazie alla collaborazione tra il team di Fondazione Lene Thun e alcune tra le più importanti onlus operanti in Italia, che ringraziamo di cuore: Save the ChildrenAi.Bi. (Amici dei Bambini)Refugees Welcome Italia, Fondazione Progetto Arca onlusFarsi Prossimo Onlus con il Comune di Milano e Spazio Aperto Servizi e International Rescue Committee. La sinergia tra le associazioni benefiche permetterà di aiutare oltre 350 sfollati ucraini, tra cui molti bambini tra Roma e Milano.

 

Grazie alla ceramico-terapia – i cui benefici nei diversi percorsi terapeutici sono ormai acclarati dalla medicina – è infatti possibile fornire un aiuto concreto alle persone che hanno vissuto eventi traumatici di enorme impatto emotivo.

I laboratori ideati da Fondazione Lene Thun per le famiglie ospitate dall’Ucraina hanno un importante fil rouge tematico, la sensazione di casa, intesa come luogo fisico e dell’anima, ma anche come percezione di sicurezza e accoglienza. I partecipanti modelleranno con l’argilla due oggetti: una piccola casetta, che diventerà un ciondolo da portare al collo o regalare come simbolo di buon augurio, e una casetta più grande che diventerà parte di un’opera collettiva. Infatti, unita a tutte le altre creazioni, diventerà un piccolo paese sulla collina, che simboleggerà l’importanza della comunità e di costruire insieme e sarà il “luogo” dove ognuno potrà simbolicamente trovare la propria casa.